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Docenti e ATA

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Qui, oltre agli argomenti generali di interesse per docenti e personale ATA, si trovano tutte le comunicazioni dell’Istituto a loro rivolte: Circolari e Moduli

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Domenica 6 agosto si è spenta dopo una lunga malattia un'ex insegnante della scuola dell'infanzia di Caprino, da diversi anni trasferitasi nella zona di Franciacorta. Le colleghe di Caprino ce la ricordano attraverso questo breve scritto.

docenti formati

La formazione dei docenti di ruolo diventa obbligatoria, con portofolio digitale. Lezioni in presenza o a distanza, sperimentazione didattica, progettazione. Ecco tutte le novità illustrate nell'allegato diffuso dal MIUR. 

Più risorse rispetto al passato, una migliore definizione dei percorsi formativi, nove priorità nazionali di formazione individuate dal Ministero, da declinare all’interno di percorsi personalizzati per ciascun docente.

Nove le priorità tematiche: dal digitale, alle lingue, dall’alternanza scuola lavoro all’inclusione, alla prevenzione del disagio giovanile, all’autonomia didattica. La qualità dei percorsi sarà assicurata attraverso nuove procedure di accreditamento a livello nazionale dei soggetti erogatori che consentiranno anche di monitorare gli standard offerti. Sarà fatto un investimento specifico sulla ricerca in questo campo per favorire il finanziamento, la raccolta e diffusione delle migliori startup formative . Le migliori pratiche formative, saranno inoltre raccolte in una biblioteca delle innovazioni.

Ogni docente avrà un proprio Piano di Formazione individuale che entrerà a far parte di un portfolio digitale, contenente la storia formativa e professionale dell’insegnante. I bisogni di formazione individuale confluiranno nel Piano di ciascuna scuola: la formazione diventa infatti uno dei cardini del miglioramento dell’offerta formativa.

Fra i pilastri del Piano, la formazione sulle lingue, che coinvolgerà 130.000 insegnanti, prevedendo l’innalzamento del livello di competenza linguistica e percorsi sulla metodologia CLIL. 

Maxi 20

Per la prima volta ho avuto la possibilità di insegnare matematica e, fortuna vuole, sono partita proprio dalla classe prima. Da subito ho sentito l'esigenza di "difendere" la disciplina che spesso è odiata da molti o quanto meno ha spaventato una fetta importante di studenti. Dopo un po' di ricerche, è arrivato in mio aiuto il metodo analogico di Camillo Bortolato, che, da subito mi è sembrato interessante, in quanto punta all'essenzialità e al rispetto dell'intelligenza numerica presente nei bambini fin dalla nascita. La capacità di intelligere attraverso le quantità è potente ed è analogica (e non fonologica) ed evolve nel calcolo a mente. Le mani, con la disposizione delle dita allineate e mobili, sono il nostro computer analogico e pertanto i bambini sanno compiere operazioni con le quantità, purché queste siano presentate in modo conforme alle caratteristiche della mente.

Più approfondivo lo studio del metodo e più mi convincevo della necessità di liberarsi dai dogmi della didattica concettuale, lasciando il posto alla "via del cuore, che ha bisogno di una grande condivisione di finalità e di pochissime parole, dell'intuizione a tutto campo, senza timore, senza il bisogno di controllo che blocca ogni cosa".

L'entusiasmo che ho incontrato negli occhi dei 26 bambini della 1°A della Primaria di Cisano Bergamasco e la convinzione che la scuola non deve spegnere quella luce e quella voglia di imparare, mi hanno convinta ad intraprendere questo viaggio, che è stato una magnifica avventura.

All'inizio ho portato in classe la mia  "linea del 20" come strumento aggiuntivo a quelli già proposti. Con il tempo i bambini hanno chiesto ai genitori di poter avere la propria "linea del 20", da utilizzare a scuola e a casa, nei momenti di lavoro e di gioco. Grazie alla fiducia dimostrata dai genitori verso il metodo, in poco tempo quasi tutti erano dotati dello strumento e in grado di eseguire addizioni e sottrazioni con entusiasmo, accrescendo l'autostima e la partecipazione attiva. Volevano sempre far matematica, "giocare" (come dicevano loro) con i tasti. Alla fine dell'anno i bambini hanno continuato ad amare la matematica ed hanno raggiunto risultati ammirevoli. 

Qualche informazione in più sul metodo

Il metodo analogico offre agli insegnanti uno strumento per favorire lo sviluppo delle competenze numeriche, che hanno come campo privilegiato di applicazione il calcolo mentale, dove le quantità sono immagini, che possono essere lette istantaneamente.

Propone una didattica leggera, ma non banale; inclusiva, perché permette di rispettare i tempi di tutti, di chi è in difficoltà e può restare ancora un po' legato allo strumento e alle eccellenze che possono procedere senza annoiarsi.

I bambini, nella loro genialità naturale, imparano a giocare, a parlare nuove lingue, a usare il computer solo osservando come fanno gli altri, senza chiedere spiegazioni; utilizzano l'induzione come via privilegiata verso la conoscenza e lo fanno anche nel calcolo a mente. Prendono la "linea del 20" e vedono le quattro manine. Riconoscono la posizione del 3, dell'8, del 13, del 18. 1+1 è come 10+10, 100+100,1000+1000.

I numeri non possono essere immagini astratte, semmai possono essere spiegati come una stratificazione di più significati (semantico, lessicale, sintattico). Bortolato presenta la matematica come una montagna, su cui ci sono tre tappe da superare. I nostri alunni sono ai piedi della montagna, dove ci sono le quantità viste come palline, poco più sopra troviamo i nomi delle quantità. Quantità e nomi sono tutto ciò che ci serve per calcolare a mente. Sulla cima della montagna ci sono i simboli, con tutti i segreti della disciplina: il valore posizionale e lo zero segnaposto, che non servono al calcolo mentale. Se viene rispettato il percorso sulla montagna, l'apprendimento si svolge nel modo più facile, considerando prima le cose, poi il nome delle cose, infine i simboli scritti. Affrontiamo la matematica con allegria, con un piccolo atto di coraggio al fine di ricollegarci con i nostri sentimenti, recuperando lo sguardo di quando eravamo bambini  e tutto era nuovo e ci meravigliava. A pensarci bene, non è difficile.

Vorrei chiudere con una frase scritta dal "maestro" Camillo Bortolato. "... e se alla fine del percorso qualche alunno avrà la sensazione di non aver imparato niente di più di quello che già sapeva, tranne nuove parole, allora vuol dire che avrà capito tutto della matematica..."

Maestra Eleonora Redolfi

per saperne do più clicca sull'immagine o sul link http://www.camillobortolato.it/index.aspx

 

Ecco un esempio di attività didattica svolta intorno alla conoscenza della nostra stella ed al concetto di tempo. Questa interessante esperienza è stata vissuta dagli alunni della primaria di Cisano classi 2^ A/B/C, sotto la guida esperta delle insegnanti Mazzoleni Caterina, Montalto Felicetta e Di Napoli Anna.

Per saperne di più visualizza gli allegati

Nel corso del secondo quadrimestre di quest’anno scolastico 2015-2016, dovendo affrontare la lezione di matematica per la memorizzazione delle tabelline, con i miei due alunni certificati nelle classi seconde della Scuola Primaria di Cisano, mi sono attivata per capire quale fosse la metodologia e lo strumento compensativo adatto per loro.

Allora ho pensato di progettare un Laboratorio Interattivo Manuale creando un “Lapbook” sulle tabelline, la cui scheda tecnica  l’ho scaricata dal sito web “Apprendo Apprendo”.

Con questo nuovo modo di fare lezione ho reso i miei alunni protagonisti del loro apprendimento scolastico, favorendo una maggiore inclusività nella loro classe e coinvolgendo i loro compagni “ Alla scoperta delle tabelline”.

La maestra Anna Di Napoli