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Dal mese di ottobre le ore di italiano, storia e geografia della 3^ A si svolgono in prevalenza utilizzando una metodologia didattica chiamata Cooperative Learning. Si tratta di lavorare in gruppo seguendo una tecnica ben precisa, che noi figlioli definiamo "pensata", e si compone di diverse fasi nelle quali la professoressa coordina le attività:

  1. crea 4 gruppi da 5 componenti (siamo in venti) e tali rimangono per due mesi;
  2. spiega qual è l'attività da svolgere all'interno di ogni gruppo e la meta da raggiungere al termine del percorso;
  3. stabilisce la tempistica degli incontri e la data della consegna;
  4. chiede che, all'interno di ogni gruppo, i componenti scelgano un ruolo: il relatore, il moderatore della voce, ...;
  5. fornisce delle pratiche schede di autovalutazione, che compiliamo durante il percorso e sulle quali ci confrontiamo all'interno di ogni gruppo e/o con tutta la classe: nel tal caso la prof. svolge la funzione di facilitatore, ossia ci aiuta a mettere sul tavolo pregi e difetti delle nostre azioni;
  6. osserva insieme all'insegnante di sostegno i lavori in corso (il 90% dell'attività si pratica a scuola), scatta foto, ascolta e interviene se opportuno;
  7. valuta il nostro operato e il nostro lavoro: questo avviene solitamente dopo un confronto collettivo in cui ognuno espone le criticità e/o i punti di forza riscontrati riguardo a un determinato compito.

Spesso gli elaborati dei singoli gruppi confluiscono in un unico prodotto di classe, all'interno del quale tutti riconosciamo il nostro contributo.

Cosa ci sia di cooperativo in tutto questo l'avete sicuramente capito leggendo, ma quale tipo di apprendimento si generi attraverso la pratica descritta è saltato fuori da un bilancio fatto dopo sei mesi di attività:

- le relazioni tra di noi sono migliori e parliamo anche con compagni che prima non ricevevano le nostre attenzioni;

- ci siamo accorti che una decisione comune si può raggiungere senza per forza votare a maggioranza (influenzati dalle nostre amicizie), ma ragionando oggettivamente sulla fattibilità di ogni idea;

-  molti di noi acquisiscono conoscenze con più facilità e divertendosi pure;

- è aumentata la sicurezza emotiva durante le esposizioni orali; 

- entra in gioco parecchio la nostra creatività.

Una bellissima esperienza dell'utilizzo di questo metodo è stata la preparazione dello spettacolo per il Giorno della Memoria: è stato incredibile constatare la necessità di nove ore di lavoro per soli quindici minuti di spettacolo! La prof. Afra Turatto ha realizzato un breve video di 6 minuti che riassume il nostro impegno durante "il confezionamento" del copione e della sua messa in scena, eccolo qui.