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Gigi e sonia

E’ iniziato il 27 febbraio il cammino alla scoperta delle filande e del duro lavoro delle filandere con la visita al museo della seta Abegg di Garlate. E’ stata questa la prima tappa dell’unità di apprendimento rivolta agli studenti delle classi prime della scuola secondaria di Cisano. Tale museo espone scoperte, invenzioni e macchine per la produzione di seta dal baco fino al tessuto. Fu realizzato e inaugurato nel 1953 dagli industriali svizzeri Abegg per tramandare agli addetti del settore e agli studiosi gli strumenti creati nei secoli nell’industria serica. Conserva una ricca collezione di macchinari, esposti in modo da poter osservare le principali fasi di produzione: allevamento del baco, trattura dei bozzoli, torcitura della seta. Ha inoltre uno spazio dedicato alla tessitura.

I nostri studenti hanno inoltre realizzato i laboratori interattivi in cui hanno sperimentato di persona le fasi di lavoro della seta con attrezzi e macchinari simili a quelli impiegati dalle loro bisnonne.Il cammino è continuato poi in classe con l’approfondimento storico e sociale realizzato durante le ore di storia con le professoresse Cattaneo Fernanda e Turatto Afra, senza però trascurare la parte musicale, altrettanto importante, curata dalla professoressa Menghini Carmen. Le filandere infatti, non potendo parlare, cantavano e per tale motivo ci hanno lasciato un ricco patrimonio di canti popolari.

Canta che ti passa…. si dice spesso. Se le nostre filerine utilizzavano proprio il canto come mezzo per alleviare la fatica del duro e talvolta disumano lavoro, questi canti sono a noi utili oggi per capire la loro storia quotidiana: le mani sempre immerse nell’acqua e nei vapori, i vestiti bagnati e umidi, il desiderio di andare a lavorare in campagna, in bergamasca, la descrizione talvolta meticolosa di chi le comandava ed anche il ricordo dei loro cari.Da questi canti i nostri studenti sono venuti a conoscenza della lunga giornata di lavoro, della campana che scandiva i ritmi giornalieri, dei controlli di quantità (cal e poc) e qualità (pruvin) della seta prodotta, di attrezzi particolari come l’aspa, la caldera e di altre figure che avevano mansioni diverse e sempre in stretto contatto con le operaie (l’asistenta forestera e l’diretur).

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La preparazione di cartelloni e di alcune presentazioni PowerPoint è stata utile per cimentarsi nell’abilità della scrittura, del racconto e per illustrare ai genitori questo percorso nella mattinata di sabato 6 maggio. Per l’occasione sono stati invitati anche due rappresentanti dell’associazione “La Colombera” di Osio Sopra, impegnati a diffondere e a far conoscere i canti della filanda in concerti e manifestazioni. Con loro, accompagnati dal maestro Pierluigi Zonca alla fisarmonica e la cantante Sonia Buoli, i nostri studenti e timidamente qualche genitore, hanno cantato insieme, rievocando quel mondo “dell’albero degli zoccoli” che ha ormai tanto sapore di fiaba ma che invece ha segnato profondamente una parte della nostra storia.

 

E’ iniziato il 27 febbraio il cammino alla scoperta delle filande e del duro lavoro delle filandere con la visita al museo della seta Abegg di Garlate. E’ stata questa la prima tappa dell’unità di apprendimento rivolta agli studenti delle classi prime della scuola secondaria di Cisano. Tale museo espone scoperte, invenzioni e macchine per la produzione di seta dal baco fino al tessuto. Fu realizzato e inaugurato nel 1953 dagli industriali svizzeri Abegg per tramandare agli addetti del settore e agli studiosi gli strumenti creati nei secoli nell’industria serica. Conserva una ricca collezione di macchinari, esposti in modo da poter osservare le principali fasi di produzione: allevamento del baco, trattura dei bozzoli, torcitura della seta. Ha inoltre uno spazio dedicato alla tessitura.

I nostri studenti hanno inoltre realizzato i laboratori interattivi in cui hanno sperimentato di persona le fasi di lavoro della seta con attrezzi e macchinari simili a quelli impiegati dalle loro bisnonne.

Il cammino è continuato poi in classe con l’approfondimento storico e sociale realizzato durante le ore di storia con le prof. Cattaneo Fernanda. e Turatto Afra. senza però trascurare la parte musicale altrettanto importante e curata dalla prof. Menghini C.. Le filandere infatti, non potendo parlare, cantavano e per tale motivo ci hanno lasciato un ricco patrimonio di canti popolari.

Canta che ti passa…. si dice spesso. Se le nostre filerine utilizzavano proprio il canto come mezzo per alleviare la fatica del duro e talvolta disumano lavoro, questi canti sono a noi utili oggi per capire la loro storia quotidiana: le mani sempre immerse nell’acqua e nei vapori, i vestiti bagnati e umidi, il desiderio di andare a lavorare in campagna, in bergamasca, la descrizione talvolta meticolosa di chi le comandava ed anche il ricordo dei loro cari.

Da questi canti i nostri studenti sono venuti a conoscenza della lunga giornata di lavoro, della campana che scandiva i ritmi giornalieri, dei controlli di quantità (cal e poc) e qualità (pruvin) della seta prodotta, di attrezzi particolari come l’aspa, la caldera e di altre figure che avevano mansioni diverse e sempre in stretto contatto con le operaie (l’asistenta forestera e l’diretur).

La preparazione di cartelloni e di alcuni power point è stata utile per cimentarsi nell’abilità della scrittura, del racconto e per illustrare ai genitori questo percorso nella mattinata di sabato 6 maggio.

Per l’occasione sono stati invitati anche due rappresentanti dell’associazione  “La Colombera” di Osio Sopra, impegnati a diffondere e a far conoscere i canti della filanda in concerti e manifestazioni.

Con loro, in particolare con il maestro Pierluigi Zonca alla fisarmonica e Sonia Buoli, i nostri studenti e timidamente qualche genitore, hanno ricantato insieme i canti, rievocando quel mondo “dell’albero degli zoccoli” che ha ormai tanto sapore di fiaba ma che invece ha segnato una parte della nostra storia.