Contenuto principale

Messaggio di avviso

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Clicca Qui per ulteriori informazioni.

IMG 0590

Negli ultimi dieci giorni di maggio gli studenti delle classi terze – 3D e 3G – della scuola secondaria di primo grado “Edmondo Paolazzi” di Pontida hanno creato due murales nel sottopasso che collega i due versanti del paese. L’esperienza è stata fortemente voluta e perseguita dalla giunta del C.C.R. 2016/2017, il Consiglio comunale dei ragazzi, la cui prima cittadina è Sara Ravasio, studentessa della classe 3G.

Nel corso degli ultimi Consigli comunali dei ragazzi, si era già posta l’esigenza di riqualificare uno spazio urbano – quello del sottopasso – molto utilizzato dagli abitanti di Pontida, attraverso la Street art, cioè l’arte urbana, che combatte il degrado delle città a colpi di colori e creatività. Tale richiesta sorgeva dall’urgente bisogno di restituire pulizia e decoro ad un luogo preso di mira da scritte non dignitose. Se si pensa, infatti, all’immediata adiacenza della scuola materna oltre che della stessa scuola secondaria Paolazzi, promotrice del progetto, ed al tipo di bacino di utenza del sottopasso, va da sé l’urgenza di bonificare visivamente le pareti inadeguate esteticamente.

IMG 0591

La richiesta del C.C.R. 2016/17 ha finalmente trovato risposta nella sinergia tra comune e scuola: grazie al referente di plesso Prof. Fabio Bonaiti, al supporto tecnico dell’insegnante di Arte e Immagine, prof.ssa Mirella La Cava, alla volontà dell’Assessore all’ istruzione Paolo Corti e al pieno appoggio del Sindaco di Pontida, Luigi Carozzi, gli studenti delle classi terze hanno finalmente potuto concretizzare il desiderio di compiere un’esperienza di manualità artistica, rappresentativa del senso civico e del rispetto degli spazi urbani condivisi, secondo un pieno spirito di cittadinanza.

IMG 0592

Il C.C.R. in carica, con la creazione di questi murales, apre una prospettiva anche per Pontida del “fare arte” per una riqualificazione urbana, e di aver risvegliato nei cittadini la volontà di fare del bello un modus operandi, specialmente per loro - futuri adulti - ossatura della società in prossimo divenire.